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28-02-2020 17:25:29 Inaugurazione dell'anno giudiziario dei penalisti italiani (Brescia, febbraio 2020)

Appunti sull'inaugurazione e i ringraziamenti alla Camera penale della Lombardia orientale e al direttivo della Camera penale di Brescia. Si è conclusa la due giorni dedicata all’inaugurazione dell’anno giudiziario dei penalisti italiani che si è tenuta nella nostra città. E’ stata una manifestazione davvero ricca di contenuti e di spunti interessanti. Si sono succeduti sul palco numerosi esponenti sia dell’avvocatura, che dell’Accademia, che della magistratura e della politica tutti concordi nel ritenere il grado di appello irrinunciabile.
Nel corso del suo intervento il Prof. Amodio è stato molto tranciante nel chiarire che la storia e il diritto comparato ci insegnano che la fisionomia dell’appello è strettamente collegata al modo di funzionare del primo grado. Solo ove vi sia una espansione massima delle garanzie in primo grado, può corrispondere la restrizione dell’area delle impugnazioni. Pensare di ricostruire una fase di appello dimenticando di ricostruire la disciplina del primo grado è assolutamente errato.
Una forte presa di posizione sul tema è stata assunta anche dalla Presidente della Corte d’Appello di Firenze, dott.ssa Cassano, quando ha escluso categoricamente la fattibilità della trasformazione del giudice collegiale d’appello al giudice monocratico d’appello, a causa di una grave perdita delle garanzie. Serve, quindi, il secondo giudizio dei magistrati in collegialità, che devono ricostruire il materiale probatorio e valutarlo secondo una pluralità di punti di vista. Compito dei magistrati d’appello è valutare l’attendibilità della ricostruzione, la ritualità e la tenuta della logica interpretativa del giudice di primo grado (spesso non togato).
Secondo il Prof. Negri il grado di appello assolve al dettato dell’art. 24 comma 4 della Costituzione, poiché rimedio alla condanna ingiusta a tutela dell’esigenza della giusta decisione. Ovviamente parlando della sentenza ingiusta di condanna nei confronti dell’innocente, preservare l’appello è dotare l’imputato dello strumento per tutelarsi ai sensi dell’art. 27 comma 2 della Costituzione.
Secondo la Presidente della Corte d’Appello di Salerno, Dott.ssa Russo, compito esclusivo del giudice di merito è accertare i fatti e motivare questo accertamento. Il giudice d’appello è il custode ultimo di questo accertamento, a tutela dei principi costituzionali tutti, primo fra i quali il principio di non colpevolezza.
Principio tutelato sopratutto, secondo la Prof.ssa Marandola, con la recente introduzione della rinnovazione dell’istruttoria in appello.
È intervenuto sul palco anche il Sen. Renzi, il quale ha affermato con forza il proprio sostegno alla battaglia sui diritti intrapresa dalle Camere Penali, ricordando che tra garantismo e giustizialismo c’è la stessa differenza che c’è tra democrazia e dittatura, tra costituzione e populismo.
Il Prof. Mazza ha affermato con forza come il processo di appello sia, non solo garantito a livello costituzionale, ma anche a livello internazionale ed una abolizione dello stesso potrebbe portare ad una violazione dell’art. 117 della nostra Costituzione.
Il Prof. Manes e l’Avv. Cavaliere hanno infine emozionato tutti con un commovente ricordo dell’Avvocato Giuseppe Frigo, già presidente UCPI e Giudice della Corte Costituzionale.
In particolare è stato riconosciuto allo stesso il merito di essere stato un giudice retto e di aver lasciato eredità sia in materia processuale, che sostanziale, che europeista, senza mai perdere il lume dei principi costituzionali del giusto processo, sempre attento al sistema e alle geometrie del sistema e senza lasciare mai che la forma prevalesse sulla sostanza, nella convinzione che rispettare la tradizione significa custodire il fuoco e non venerarne le ceneri.
(DV)